15.01.2026

Freddo, chiusura dei dormitori a Trento: il richiamo della Diocesi a tutta la politica

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La Diocesi di Trento risponde alle polemiche sulla chiusura dei dormitori d’emergenza per il freddo ricordando da un lato che c’è un protocollo, ma dall’altro lato richiamando la politica, perché – fa capire con la sua nota – non si può trattare l’accoglienza con risposte temporanee. E’ molto chiara la Diocesi. Ecco alcuni passaggi: “L’accoglienza delle persone, indipendentemente dalla loro provenienza, non può essere ridotta a una risposta minimale, ma richiede competenze, continuità e responsabilità condivise”. E poi: “…un tema così delicato non può essere affrontato in modo semplificato”.
 
Le polemiche sono nate in questi giorni con la chiusura del “Piano freddo” che ha portato allo stop di 64 posti sia per senzattetto che per richiedenti protezione internazionale. Il Piano è vincolato a temperature rigide. Più precisamente a quota -4 gradi. Come se a -3 l’emergenza non esistesse più.

Il Piano Freddo però è regolato da uno specifico Protocollo, coordinato dalla Provincia Autonoma di Trento in collaborazione con gli enti impegnati nell’accoglienza delle persone in situazione di grave marginalità, tra cui la Fondazione Caritas Diocesana.
Ma la Diocesi, sempre nella stessa nota, ha ricordato che l’apertura dei dormitori è stata resa possibile esclusivamente grazie alla disponibilità straordinaria di numerosi volontari, che si sono alternati con grande senso di responsabilità, non certo grazie ai “protocolli”.