Si è tenuta nel pomeriggio nella celebre cattedrale di Notre-Dame, a Parigi, la beatificazione di Alfredo Dall’Oglio, il militante della gioventù operaia cattolica nato a Borgo Valsugana e morto in un campo nazista di Berlino nel 1944.
La Messa è stata presieduta dal cardinale Jean-Claude Hollerich, arcivescovo di Lussemburgo, accanto all’arcivescovo di Parigi monsignor Laurent Ulrich. La beatificazione ha coinvolto, per la diversa provenienza dei martiri, ben 38 diocesi francesi, oltre a quella di Trento.
Il postulatore generale della causa di beatificazione padre Bernard Ardura ha pronunciato, uno ad uno, i nomi dei cinquanta nuovi beati, tra cui Alfredo Dall’Oglio, definito “nativo della Diocesi di Trento, jocista di Parigi”, ricordando così la sua militanza nella JOC, la gioventù operaia cattolica. Alla lettura della Lettera apostolica di beatificazione, firmata da papa Leone XIV, si è alzato l’applauso dei duemila tra vescovi, preti e fedeli presenti. Dopo è stata scoperta l’immagine che simboleggia il martirio dei nuovi beati, raffigurati attorno alla croce salvata dal rogo di Notre-Dame.
Nell’omelia, Hollerich ha lodato il coraggio, la generosità, la fede cristallina dei 50 nuovi beati. “Una testimonianza di libertà estrema, maturata nel contesto dell’ideologia e della persecuzione nazista”, ha rammentato l’inviato del Papa a Parigi.



