30.01.2026

Madre e figlio annegarono nel lago di Garda, nuove indagini

dbeac3dbd67aa2b64b9bbe2e2175ca61 copia

Prosegue l’indagine sulla morte di madre e figlio, annegati nel lago di Garda nell’estate del 2024. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Rovereto, Consuelo Pasquali, ha, infatti, rigettato la richiesta di archiviazione della Procura e disposto ulteriori indagini per individuare l’ufficio della Provincia di Trento competente per la gestione e la sicurezza delle acque del lago, nel punto in cui il 16 luglio di due anni fa annegarono Hanna Shabratska ed il figlio Oleskii, rispettivamente di 52 e 17 anni. Lo stesso punto, cioè quello in cui il torrente Varone si immette nel lago, in località Punta Lido, morì, il 12 agosto dello stesso anno, anche Tarandeep Singh, 27 anni, che si era tuffato per soccorrere un bambino in difficoltà. Sette mesi dopo venne istituito il divieto di balneazione. Alla richiesta di archiviazione della Procura, che sul primo episodio aveva aperto un fascicolo per fatti non costituenti reato, si era opposto il compagno della donna, assistito dall’avvocato bolzanino Federico Fava, che ha presentato l’esito di una consulenza, affidata al professor Maurizio Righetti, nella quale è stato simulato l’effetto “vortice” che si crea per la differenza di densità tra l’acqua fredda del torrente e quella più calda del lago, e che rischia di trascinare con sé i bagnanti (Foto: Ansa)