Mense scolastiche trentine sempre più orientate verso un’alimentazione naturale e di qualità. È questo il traguardo del manifesto firmato da Coldiretti, Filiera Italia e pediatri, che propone l’eliminazione dei cibi ultra-processati dai pasti destinati a oltre 60 mila bambini tra scuole e asili. Sotto accusa finiscono i prodotti industriali ricchi di additivi e ingredienti raffinati, pensati per durare a lungo e risultare appetibili, ma spesso poveri sul piano nutrizionale.
L’accordo punta a sostituirli con alimenti freschi, locali e stagionali, promuovendo la filiera del territorio e scoraggiando la presenza di junk food anche nei distributori automatici. Le mense vengono così ripensate non solo come servizio, ma come strumenti educativi per diffondere corrette abitudini alimentari fin dalla prima infanzia.
Il documento si sviluppa in cinque linee d’azione, tra cui una strategia condivisa per contrastare l’obesità infantile, con interventi mirati già nei primi mille giorni di vita, considerati decisivi per la salute futura. In Trentino, iniziative educative sono già attive, ma si chiede ora un rafforzamento delle misure a livello normativo.
Le indicazioni trovano ampio consenso tra i cittadini: l’86% degli italiani auspica l’uso di prodotti freschi e locali nelle mense, mentre l’83% sostiene il divieto dei cibi ultra-processati. Resta però un giudizio tiepido sulla qualità attuale: solo il 34% dei genitori la promuove pienamente.



