Anche la Corte di Cassazione ha confermato: sono settantadue gli anni di carcere inflitti agli 8 imputati che avevano optato per il rito abbreviato nell’ambito del processo Perfido, sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nel settore del profido in Trentino. La Suprema Corte infatti ha dichiarato inammissibile il ricorso contro la sentenza della Corte d’Appello, che aveva a sua volta confermato la sentenza di primo grado. Per altri tre imputati la sentenza era già definitiva: ossia Saverio Arfuso, 8 anni e 10 mesi, Domenico Morello 10 anni e Pietro Denise 6 anni e otto mesi.
Tra i condannati in via definitiva dalla Cassazione ci sono Giuseppe Battaglia che era ritenuto ritenuto dall’accusa in un ruolo apicale nel sodalizio, la moglie Giovanna Casagranda, il fratello Pietro Battaglia, assieme a Mario Giuseppe Nania considerato dagli inquirenti il “braccio armato”.



