L’inchiesta “Romeo” sugli intrecci tra affari e politica fa dietrofront. La Procura di Trento ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a soli 28 dei 77 indagati iniziali. Ha chiesto 44 archiviazioni e lo stralcio di 5 posizioni. Il procedimento, avviato nel 2019 con 107 capi d’imputazione e giunto nel dicembre del 2024 a 9 arresti domiciliari fra Riva del Garda e Bolzano, è stato totalmente ridimensionato: è stata chiesta l’archiviazione anche per l’accusa più grave, non solo l’associazione a delinquere di stampo mafioso, che aveva portato alle misure cautelari, ma anche la semplice associazione a delinquere. Restano singoli episodi contestati tra corruzione, finanziamento illecito ai partiti, falsità ideologica, turbativa d’asta e fatture per operazioni inesistenti. L’avviso di conclusione delle indagini è stato notificato mercoledì a 28 indagati, fra cui 5 dei nove inizialmente raggiunti da misura cautelare, ossia Heinz Peter Hager, Paolo Signoretti, l’ex senatore Vittorio Fravezzi, l’ex sindaca di Riva Cristina Santi e l’architetto bolzanino Andrea Saccani. Tra i 28 ci sono anche l’ex sindaco di Arco Alessandro Betta, l’ex assessore della Provincia di Trento Luca Zeni, l’ex assessore di Riva Mauro Malfer.



