Il Consiglio di Stato ha detto stop alle attuali mangiatoie, realizzate per favorire la caccia. La sesta sezione del giudice amministrativo, infatti, ha pubblicato la sentenza sul ricorso presentato dalla LAV contro il foraggiamento degli ungulati e ha stabilito che la Provincia di Trento dovrà riesercitare il proprio potere valutando, in modo puntuale, l’impatto delle mangiatoie su biodiversità, ecosistemi e sicurezza delle persone, anche alla luce delle interazioni con l’orso.
Secondo la LAV, il foraggiamento – praticato tramite strutture in legno che distribuiscono cibo soprattutto in inverno a cervi e caprioli – altera gli equilibri naturali e risponde principalmente a interessi venatori, aumentando la presenza di animali nella stagione di caccia.
La sentenza impone ora alla Provincia di valutare la sospensione del foraggiamento almeno in alcune aree indicate, tra cui Alta Val di Non, Val di Sole, Chiese, Giudicarie e Rendena, considerando l’avvicinamento dell’orso alle mangiatoie, l’effetto sul letargo e la vicinanza a luoghi frequentati dall’uomo.
Secondo la Lav è una grande vittoria che impone alla Provincia di cambiare. Secondo la Provincia invece – stando a un comunicato stampa – si tratta soltanto di un accoglimento parziale del ricorso che non pone alcun divieto. Certo è che il giudice è chiaro nello stabilire che così non va e che in alcuni casi l’allestimento va totalmente rivisto.



