29.01.2026

Turista trentina morta sulla teleferica a Verbania, chiesto un patteggiamento

margherita lega teleferica

Ha chiesto di patteggiare un anno e quattro mesi con sospensione condizionale della pena Marco Bertaglia, una delle tre persone a processo a Verbania per la morte di Margherita Lega, la turista trentina precipitata nel vuoto il 4 luglio del 2024 mentre caricava i bagagli su una teleferica-palorcio di Calasca-Castiglione, in valle Anzasca, dove avrebbe trascorso alcuni giorni di vacanza.
Bertaglia è il presidente dell’associazione Comunità Rigenerative, l’ecovillaggio all’alpe Drocala dove la donna avrebbe dovuto alloggiare insieme al marito e ai due figli di nove e cinque anni. L’uomo è accusato di omicidio colposo insieme a Damiano Brega, il titolare dell’autorizzazione a costruire l’impianto a fune destinato al trasporto di legna ma utilizzato anche dagli ospiti della struttura ricettiva per il trasporto di bagagli, e a Franco Baldacci, la persona che materialmente azionò l’impianto sul quale la vittima stava caricando i bagagli. Dalle indagini era emerso che dal punto in cui l’uomo azionò la teleferica non era possibile vedere il luogo dove si trovava la vittima. A Bertaglia e Brega il pm Nicola Mezzina contesta anche l’aggravante della violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro.
Brega, assistito dagli avvocati Carlo Ruga Riva e Maria Grazia Medali, ha chiesto il rito abbreviato subordinato all’esame di un consulente di parte, l’ingegnere cuneese Degioanni, esperto in impianti a fune. Probabile l’abbreviato anche per Baldacci, difeso dall’avvocato Marcello Bologna, anche se resta in piedi l’ipotesi di patteggiamento per il quale sono in corso interlocuzioni con la procura. Si torna in aula il 24 marzo con l’esame del consulente di parte e del tecnico incaricato dal pm della perizia, il professor Pennacchi. La discussione è attesa ad aprile.