La Terza Commissione del consiglio provinciale stamane ha consultato gli esperti tecnici della Provincia di Trento sul tema della discarica di Ponte di Ronco, sita nel Comune di Canal San Bovo, nel Primiero. Si sono presentati Gabriele Rampanelli, dirigente generale Appa, e l’ingegnere Massimo Negriolli direttore dell’Ufficio corridoio del Brennero. C’è stata la descrizione tecnica dell’opera di bypass ferroviario di Trento, con la doppia canna e le trincee di accesso nord e sud. Lo scavo avanzerà di 13/15 metri al giorno. Saranno 1,8-1,9 i milioni di metri cubi delle terre di scavo da rimuovere, con una trentina di siti/ex cave individuati in Trentino (più altri fuori provincia) per lo stoccaggio nei prossimi anni.
La discarica di Ponte di Ronco è abilitata fino ad ottobre 2028 per un massimo di 260 mila metri cubi totali di materiale. Le terre scavate al bypass di Trento – in ogni caso – finora non provengono dall’area Sin più inquinata.
L’Appa ha controllato le acque del vicino rio Vanoi a monte e a valle della discarica e i risultati non segnalano di fatto alcuna anomalia.
11.03.2026



